Storia

La Storia della Comunità Montana "Matese"

Questa fu la terra dei Sanniti. Qui vi era Bovianum, la capitale dei Pentri attorno alla quale ruotavano altri insediamenti di grande importanza, sorta tra il V e il IV secolo a.C. Il popolo italico già prima di incrociare le armi con gli eserciti della nascente potenza romana (IV secolo a.C.) aveva raggiunto un certo grado di sviluppo e soprattutto manteneva una propria identità che lo rendeva diverso dagli altri italici. Cosparse il territorio di insediamenti semplici, più o meno grandi, di roccaforti e di aree sacre. Sono notevoli tra le fortezze quelle di Terravecchia di Sepino e di Cercemaggiore (Monte Saraceno). Non mancano altre fortificazioni frammentarie (Bojano) e insediamenti non ancora del tutto esplorati (Santa Maria del Molise, Bojano-Civita, Campochiaro, Colle d'Anchise e Spinete, per citare quelli più cospicui). Notevole l'area sacra con il santuario dedicato a Ercole di Campochiaro. A conclusione delle "Guerre Sannitiche" (II secolo a.C.) iniziava la romanizzazione del Sannio. Due centri su tutti gli altri raggiungevano grande importanza diventando "municipia": Bovianum e Saepinum. Nelle altre località, non lontano da essi, il territorio veniva sfruttato con l'insediamento di strutture rurali. Resti sono riscontrabili a Santa Maria del Molise, San Giuliano del Sannio e Cercepiccola.

La caduta dell'impero romano causò un inevitabile declassamento dell'intero territorio: desolazione, insicurezza e miseria si impadronirono di grandi e piccoli centri. Lo spopolamento diventò il tratto caratteristico dell'area. Con la conquista di parte dell'Italia centro-meridionale da parte dei Longobardi, nel VI secolo d.C., dopo un incerto inizio che non lasciava intravedere nulla di buono o risolutivo, i "barbari" diedero nuovo impulso agli abitanti e ripopolarono le campagne. Fatto decisivo in questo senso, fu l'arrivo di una colonia di Bulgari che alla ricerca di territori dove insediarsi e procacciarsi il necessario per vivere, ripararono dal re dei Longobardi (VII secolo). Costui scaricò tutto il peso della vicenda sul figlio Romualdo, al momento Duca di Benevento. Il Longobardo accolse il popolo guidato da Altzeco e lo inviò a ripopolare le zone depresse comprese tra Sepino e Isernia. Probabilmente a questo popolo appartengono i resti umani, vasellame ed arnesi vari rinvenuti inuna vasta necropoli localizzata tra i territori di Campochiaro e San Polo Matese. Cosa molto importante avvenuta in quest'area è il rnivenimento di tombe in cui accanto al cavaliere giacevano resti del cavallo. Oltre agli arnesi propri del guerriero. La necropoli è stata datata all'VIII secolo.

L'ultimo periodo di presenza dei longobardi sul territorio fece registrare più avvenimenti nefasti che lusinghieri. L'area ad essi soggetta iniziò a frammentarsi in vari potentati locali. In pratica iniziava quasi in sordina il fenomeno dell'incastellamento che avrebbe raggiunto in epoca normanna i massimi livelli. Grossolano errore dei Longobardi fu, nel corso del IX secolo, la chiamata sul proprio territorio dei Saraceni, come mercenari al proprio servizio, per risolvere beghe che erano venute a crearsi fra essi stessi. Risultato più evidente di tale scelta fu la situazione di pericolo in cui caddero tutti i centri abitati (gli occupanti iniziarono a trasferirsi su colli e alture più facilmente difendibili) con la devastazione di alcuni di essi. Cosa che accadde per Cercemaggiore.

Nel corso dello stesso periodo, comunque, vi fu una certa fioritura di chiese e monasteri benedettini. La cosa è dimostrabile per tutte le località attualmente appartenenti alla Comunità Montana. Purtroppo di essi resta solo il nome e la possibile identificazione del sito che occupano.

L'area oggi riconoscibile come appartenente alla Comunità Montana, raggiunse nel corso del Medioevo il momento di maggiore importanza con l'avvento dei Normanni che non solo ricostituirono il tessuto insediativo, ma mossero anche alla unificazione dell'attuale regione dopo aver potenziato le più importanti roccaforti. Proprio da Bojano i De Molisio iniziarono l'impresa. L'attuale regione diventava così "Contea di Molise".

Meritano una menzione i principali castelli risalenti alle epoche citate ed oggi ancora esistenti. Soprattutto quello di Roccamandolfi che, edificato dai Longobardi, fu perfezionato dai Normanni. Molto importante anche quello di Civita di Bojano che oltre alla cinta muraria conserva, anche se fatiscenti, resti di strutture interne, tra cui un'arcata. Negli altri centri gli edifici o sono stati grasformati in residenze signorili (Castelpetroso, Spinete) pur conservando qualche caratteristica che ne mette in luce l'originaria funzione, o di essi si è conservato solo qualche elemento. (San Polo Matese e Campochiaro).

Della plurisecolare storia dell'area in questione non resta che citare quello che fu il fenomeno del brigantaggio in epoca moderna che in varie misure coinvolse quasi tutte le località.

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