Habitat

Geografia, ambiente, flora e fauna della Comunità Montana "Matese"

Una vasta pianura orlata dalle cime dei monti del Matese, da un lato, e da quelle di alture più modeste dall'altro; entrambe le aree montuose sono precedute da una sorta di avamposti costituiti dalle fasce collinari.

Appare così ad un primo sguardo, con propaggini che si spingono più all'interno del Matese e verso Campobasso, la zona di competenza della Comunità Montana "Matese" che ha sede a Bojano e che comprende 15 comuni: oltre a Bojano, ne fanno parte Campochiaro, Cantalupo nel Sannio, Castelpetroso, Cercemaggiore, Cercepiccola, Colle d'Anchise, Guardiaregia, Roccamandolfi, San Giuliano del Sannio, San Massimo, San Polo Matese, Santa Maria del Molise, Sepino e Spinete.

Si tratta di centri che sono tutti stati riconosciuti "montani" e accorpati nella V Zona Omogenea del Molise (legge regionale n.8 del 22 maggio 1973), indicata dalla denominazione citata.

Quest'ultima conserva caratteristiche uniche nel quadro complessivo della regione. La vegetazione è quella tipica delle aree montane, include varie specie arboree, dalle querce alle piante sempreverdi. Ma l'elemento caratteristico è dato dalla perfetta integrazione tra rialzi naturali e spiazzi pianeggianti, aree con alta intensità di vegetazione e tratti unicamente erbosi, il tutto completato dall'esistenza di zone rocciose in cui la presenza di fiumi e ruscelli rende l'insieme particolarmente suggestivo. Le aree di maggior interesse naturalistico sono, manco a dirlo, tutte montane. Lasciando per un attimo da parte Campitello Matese, per il quale bisogna fare un discorso a parte, l'attenzione si concentra sui territori di Sepino, di Roccamandolfi, di Guardiaregia e Campochiaro in particolare, senza nulla togliere a tutti gli altri. Andiamo per ordine.

La perfetta conservazione dell'ambiente naturale e soprattutto una buona accessibilità stradale, hanno nel corso degli ultimi anni portato a Campitello di Sepino, Campitello di Roccamandolfi, alle gole del Quirino (Guardiaregia) vere e proprie orde di vacanzieri del fine settimana e visitatori provenienti da fuori regione. L'inizio di un tentativo di creare nelle dette località aree attrezzate ha indubbiamente condizionato la scelta dei visitatori e campeggiatori. Certamente vi sono altri tratti del territorio di pertinenza della Comunità Montana "Matese" che vanno scoperti e valorizzati, da Castelpetroso a Santa Maria del Molise, da Cantalupo a Spinete. A Sepino ad esempio, oltre che Campitello, è interessantissimo l'agro con i fiumi e ruscelli che vi scorrono e che sovente formano cascate e ampie pozze d'acqua popolate da pesci.

Non mancano le specie di uccelli dai cardellini ai merli, dai rapaci (sono numerosi gufi, civette e poiane, ma non mancano i falchi), ai fagiani. I fiumi sono popolati soprattutto dalla trota, una sorta di specie regina dei corsi d'acqua locali. Altro elemento interessante in merito alla popolazione fluviale è la ricomparsa del gambero in quei fiumiciattoli che presentano acque fresche e molto ossigenate. Negli ultimi anni il crostaceo rosso era stato molto ridimensionato numericamente sino a scomparire nella maggior parte dei corsi d'acqua, piccoli e grandi, cosa che faceva temere (in linea con quel che, del resto, stava e sta accadendo in tutta Italia) una sua totale scomparsa. Nella parte alta del corso del Gamberale di San Polo Matese è riapparso e si spera che continui ad aumentare numericamente la sua presenza sino ad invadere l'intero fiumiciattolo.

L'ambiente naturale della V Zona Omogenea del Molise è decisamente cosa molto importante ed accattivante, ma non è da meno ciò che architettonicamente sul territorio è stato realizzato dall'uomo. Tra le altre cose meritano particolare attenzione le strutture rurali. Ne esistono di piccolissime che erano destinate ad ospitare il contadino o il pastore per brevissimi periodi, anche stralci di tempo nel corso della giornata lavorativa, e di più grandi che raggruppavano in una sola struttura l'ambiente domestico, che ospitava intere famiglie, le stalle, i magazzini per la conservazione di alimenti, i ripostigli per gli arnesi da lavoro etc. Strutture di questo genere sono rilevabili in diversi luoghi del territorio, alcune ancora frequentate ed attive, altre in stato fatiscente; quelle più particolari ed interessanti, anche dal punto di vista architettonico ed estetico, sono riscontrabili nell'agro di San Massimo.

L'area della comunità montana dunque dichiara di fatto, in tutti i sensi, una nitida omogeneità che è, e non potrebbe essere diversamente, anche storica.

Non può esserci ricca vegetazione senza fauna. La maggior parte del territorio in questione è abitato da specie comuni e non, dalla volpe alla lepre, dai cinghiali ai piccoli animali di bosco. Evento molto importante in questo senso è la ripresa, peraltro constatata anche in altre aree del Molise, della specie più rappresentativa dell'intera regione: il lupo, l'animale simbolo delle locali montagne. Ha ripreso ad ululare alle pendici del Matese e zone vicine. Secondo gli ultimi controlli vive in piccoli branchi che raggiungono al massimo i quattro elementi (genitori e un paio di cuccioli). Non è possibile purtroppo quantificare la sua presenza con esattezza: gli ultimi dati riferivano di una trentina di unità.

(Vedi anche dati sul territorio e dati sulla popolazione)

 

 

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